Perché non smettere di bere? Il vino allunga la vita!

Perché non smettere di bere? Il vino allunga la vita!

Anche ieri sera ho bevuto del vino, devo smettere di bere se non voglio morire!

Una frase tipica di chi crede che la salute dipenda dall’assunzione o meno di bevande alcoliche.

Di li inizia una ricerca spasmodica di rimedi naturali, farmaci, pastiglie,  libri su come smettere di bere. Non manca chi si rivolge ad uno psichiatra o ad informarsi nei diversi siti degli alcolisti anonimi.

Se la cosa può essere vera per chi fa un abuso di alcol, per chi invece riesce a moderarne il consum, quel bicchiere di vino o di birra, accompagnato magari da un pezzo di cioccolata, può fare soltanto bene.

Alcuni importanti ricercatori sono riusciti infatti ad evidenziare gli aspetti benefici di questi alimenti e/o bevande alcoliche.

Elisir di lunga vita

Una ricerca dell’università di Varsavia, guidata dalla professoressa Joanna Kaluza, dimostra come birra, vino e cioccolata, possano far parte di una dieta equilibrata ed essere quindi ingradienti perfetti di un elisir di lunga vita.

L’amore per il vino, se non unito ad una dipendenza, può avere quindi solo effetti benefici sulla salute ed allungare la vita di quelle persone prive dal senso di colpa derivante dalla passione per una bevanda che porta ancora con se tante reticenze dal passato.

Secondo lo studio, le persone che amano e consumano queste bevande ed alimenti, uniti  ad una dieta a base di frutta e verdura hanno il 20% in meno di probabilità di morire prima, rispetto a persone che abusano di carne rossa, bevande gassate e consumano elementi trasformati e cibi pronti. Fonte FidelityHouse.

Il “miracolo” sarebbe favorito dalla presenza di antioassidanti naturali in vino, birra e cioccolata.

Lo studio dell’Università di Varsavia

Smettere di bere non è quindi il migliore dei consigli, soprattutto per chi mira a vivere meglio e più a lungo.

Infatti, secondo la professoressa Joanna: “È risaputo che frutta, verdura, tè, caffè, vino rosso, birra e cioccolato sono ricchi di antiossidanti.”

Questo a confermare l’effetto benefico sull’organismo umano.

Tra gli oltre 68000 partecipanti, di un’età compresa tra i 45 e gli 83 anni, tutti coloro che nella loro dieta hanno un consumo adeguato e regolare di alimenti  anti-infiammatori, avevano il 18% in meno di probabilità di morire nei successivi 16 anni rispetto a chi aveva un’altra dieta.

I risultati, pubblicati anche sul Journal of Internal Medicine, mostrano una minor rischio di morte soprattutto in rifermento a malattie cardiovascolari (20%) e cancro (13%).

Pane integrale, formaggi a abasso contenuto di grassi, olio extra vergine di oliva, olio di colza, noci, e quindi anche un po’ di cioccolata, un bicchiere di vino o birra sono tutti alimenti che allungano la vita.

Perchè non smettere di bere: altri effetti benefici del vino

Gli effetti benefici non sono ancora finiti. Buone notizie ci sono anche per i fumatori.

Come ha aggiunto la Professoressa Joanna Kaluza infatti, “Iniziare a seguire una dieta con un alto potenziale anti-infiammatorio può ridurre la mortalità in genere, ma soprattutto prevenire il rischio di patologie cardiovascolari e tumorali e prolungare il tempo di sopravvivenza, specialmente per i fumatori ed ex fumatori”.

Inoltre, sempre grazie alla presenza di flavonoidi, sia nel vino rosso che nelle cioccolata, noti per i loro effetti anti-ossidanti ed anti-infiammatori, come mostra un recente studio condotto dall’Università di Exeter in Inghilterra, questi 2 alimenti combatto l’invecchiamento e aiutano a mantenere la pelle giovane.

Inoltre, sempre la cioccolata fondente ed il vino rosso, secondo lo  studio condotto Northumbria University Medical School di Newcastle, aiutano il cervello a lavorare meglio.

Il vino rosso contiene resveratrolo, una sostanza che dilatando i vasi sanguigni, fa aumentare l’afflusso del sangue al cervello, migliorandone l’efficienza e le prestazioni.

La conoscenza del vino stimola il cervello

Infine, a far bene non né è soltanto il semplice consumo, ma anche la conoscenza e la passione che né derivano.

Gordon Sheperd, professore di neuroscienze presso la Yale School of Medicine, nel suo libro Neuroenology, ha affermato che bere vino “impegna il nostro cervello più di ogni altro comportamento umano”.

La degustazione del vino coinvolge infatti diversi meccanismi e una straordinaria gamma di sistemi, celebrali e motori.

Non solo l’utilizzo dell’olfatto, del gusto e della vista, ma anche i movimenti fatti con la lingua, il lavoro della corteccia cerebrale per fissare i sapori nella memoria, il linguaggio particolare per identificare le caratteristiche del vino e il cosiddetto olfatto retronasale, il quale crea il sapore nel nostro cervello,  sono tutti meccanismi che rendono l’attività cerebrale molto vivace.

Insomma, il vino rosso attiva il cervello più della matematica.

Smettere di bere vino non è quindi la decisione migliore per vivere bene, ma non esagerarne il consumo e stimolare la propria curiosità andando a conoscere, con corsi ed eventi dedicati, quello che si beve, può al contrario aiutarci a vivere di più e in maniera più intelligente.

 

Leggi pure: Glu Glu Wine: cos’è? A cosa serve? (VIDEO intervista con Radio Roma Capitale)

Oppure: I 6 trend del vino del 2018 (e non solo) 

 

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