Vendemmia 2018: l'Italia si preannuncia leader mondiale nella produzione del vino

Vendemmia 2018: l'Italia si preannuncia leader mondiale nella produzione del vino

L’Italia è al primo posto al Mondo  per produzione di vino. La vendemmia 2018, ci riporta a due anni fa, prima che la vendemmia 2017, producesse risultati scarsissimi in termini di quantità.

Al 31 agosto, 1l 15% delle uve nostrane sono state raccolte, e le previsioni di Assoenologi indicano una produzione di circa 10 milioni di ettolittri superiore rispetto al 2017, con un incremento del 30-35% in tutte le regioni italiane.

La prima regione ad iniziare la vedemmia è stata la Sicilia, nell’ultima settimana di luglio, poi la Puglia e la Lombardia (Franciacorta) nei primi 10 giorni di agosto.

Agosto è stato il mese di tutte le varietà considerate precoci, quali Chardonnay, Pinot, Sauvignon.

Il periodo della vendemmia concluderà poi come di consueto alla fine di ottobre con gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, Cabernet (Alto Adige), Aglianico del Taurasi (Campania) e dei vitigni autoctoni dell’etna.

Vendemmia 2018, una produzione da record

Un produzione quella italiana che raggiungerà i 55,8 milioni di ettolitri (+21% generale rispetto al 2017)  al secondo posto negli ultimi 20 anni.

La Francia, suppur anch’essa in crescita si fermerà a 46 milioni, seguono poi la Spagna a 42 milioni e via via i produttori extraeuropei (USA, 23 MILIONI, 13 Australia e 12 miloni Argentina).

Stime che dovranno in ogni cado essere confermate al netto di stabili condizioni meteo nei mesi clou di settembre ed ottobre.

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La qualità del raccolto richiede considerazioni territoriali

Per quanto riguarda la qualità della vendemmia 2018 dobbiamo invece ancora aspettare.

I fenomeni metereologici estremi e le abbondanti piogge di quest’anno, essendo diametricamente opposte alle condizioni di caldo estremo e siccità del 2017, non rendono semplice una considerazione relativa alla qualità.

Le abbondanti pioggie e le conseguenti condizioni di umidità diffusa, hanno costretto i viticoltori a massicci trattamenti per evitare l’insorgere di gravi malattie.

Parola di Riccardo Cotarella ..

Come dice Ricccardo Cotarella, presidente Asseonologi, intervistato da Il Sole 24 oreDifficoltà più complesse rispetto allo scorso anno perché è più semplice affrontare la siccità che l’eccesso di piogge e di umidità.

Contro la prima si può infatti ricorrere all’irrigazione mentre contro le bombe d’acqua si può fare poco».

Anche l’enologo in cantina, non può di certo fare miracoli,  «La tecnologia di certo ci aiuta. In annate come queste i possibili rimedi sono più alla portata per i vini bianchi che per i rossi.

Perché con l’abbondanza di acqua e di umidità ad essere danneggiate sono le bucce degli acini che per i bianchi vengono eliminate prima delle fermentazioni mentre per i rossi restano l’elemento dal quale dipendono molte delle qualità organolettiche dei vini.

Per i rossi quindi se la buccia è danneggiata è dura».

Livelli di produttività per regione

Il primato in termini di quantità dovrebbe tornare alla Puglia, con 11,9 milioni di ettolitri, anche se le ultimi grandinate potrebbero aver danneggiato i vigneti di Negramaro salentini

Seconda regione, il Veneto che si ferma a 10,1 milioni di produzione.

Mentre, Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Campania, Puglia e Sardegna registrano tutte crescite superiori al 20%.

Crescita attenuata da Piogge e grandinate invece in Sicilia, ferma all’8%.

Leggi pure: Vendemmia 2017, pessima per via del caldo torrido

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