Sommelier, Catia Lorusso: "nel vino cerco l'armonia e se non la trovo ci rimango male"

Sommelier, Catia Lorusso: "nel vino cerco l'armonia e se non la trovo ci rimango male"

Oggi vogliamo dedicare un po’ di spazio sul nostro blog a Catia Lorusso, sommelier indipendente di origini campane e appassionata di vino da sempre.

La vita da Sommelier di Catia inizia nel 2013, quando per semplice curiosità ha deciso di frequentare un corso da sommelier AIS a Sala Consilina, “da quel momento è nato tra me e il vino un grande amore, che ha cambiato il corso della mia vita”, dice Catia.

Un momento che si lega profondamente con la sua storia di bambina, con il nonno prima e il padre poi, entrambi produttori di vino, di quel vino che non invecchia, che si beve ogni giorno e che non ha bisogno di un enologo perché mantiene il sapore originale dato dato dalle uve con il quale è prodotto. Un vino che Catia beve ancora ora, ogni volta che torna nella sua terra di origine.

Da quando Catia Lorusso ha iniziato a lavorare con la prima cantina,  l’Azienda San Salvatore, nel Parco Nazionale del Cilento a Giungano, dove l’odore pungente del mosto ti riempiva le narici, nonostante sia ormai divenuto un rito quotidiano, le sensazioni rimangono sempre le stesse e l’entusiasmo pure. “Per me è sempre meraviglioso, dopo qualche passo, sentire il profumo inebriante del mosto che lentamente mi avvolge”, queste le sue parole.

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In un’intervista rilasciata per il blog Dulcis, “La grammatica dei sapori”, quando le hanno chiesto, quali sono i tre sapori che per te ha il vino, lei ha risposto, “Il rosso, il colore del sangue e della vita. Il verde, il colore dell’acino acerbo, del tralcio di inizio estate, quando la pianta è vigorosa e l’autunno è ancora lontano. Il giallo, il colore del sole, che fa maturare i grappoli, i frutti della vite.” A ribadire l’amore che Catia ripone per il suo lavoro di sommelier e per il vino.

Un professione fantastica quella del sommelier, aggiunge la signora Lorusso, dove il maschilismo non esiste ma anzi l’educazione e il  rispetto sono le prime regole e tutti seguono e queste sono basilari perché permettono la discussione e il confronto, e sul vino infatti è quasi sempre possibile trovare un accordo.

Se c’è una persona, che ha sempre rappresentato un punto di riferimento per Catia in questo meraviglioso mondo, è  Matteo Zappile, chef sommelier e restaurant manager del Pagliaccio di Roma il quale è stata la prima persona conosciuta nella Capitale quando la signora Lorusso due anni fa ha deciso di trasferirsi. Anche lui campano, precisamente di Battipaglia, che è a soli 70 chilometri dal paese di provenienza di Catia. Un profonda amicizia e stima  reciproca. Quando Catia ha bisogno di un consiglio o di un’opinione Matteo è la prima persona su cui fare affidamento.

Catia non ha un vino preferito, perché proprio come i grandi sommelier, sostiene che il vino cambia a seconda delle annate. L’empatia per alcuni prodotti scaturisce dall’affetto che nasce con alcuni produttori. Il vino che Catia comunque ama stappare nelle occasioni importanti e con la famiglia è l’Amarone Tommasi, uno vino che si avvicina molto al suo modo di essere.  “E’ un vino della Valpolicella, il primo anno di produzione è stato il 1959. Nasce da una vendemmia tardiva nel mese di ottobre, dopo la raccolta l’uva riposa in appassimento nel fruttaio, su graticci arieggiati per 100 giorni, e dopo la lavorazione invecchia per tre anni in botti di rovere di Slavonia. Questo vino ha avuto la sua massima espressione nel 2009 con un’annata da ricordare. L’Azienda Tommasi è nata nel lontano 1902 con il solo piccolo vigneto del nonno Giacomo, oggi la Famiglia possiede 550 ettari di vigneto distribuiti in 4 regioni enoiche importanti: Veneto, Lombardia, Toscana e Puglia. L’Amarone è il suo vino di punta”, aggiunge Catia, “in un vino cerco l’equilibrio. Amo il vino che non eccede nelle durezze, ma non eccessivamente abboccato. Non amo il vino dall’acidità spiccata, ma neppure il vino scontato. Fondamentalmente cerco l’armonia e quando non la trovo ci rimango male.”

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In ogni caso la sommelier rimane molto affezionata ai vini della sua terra di origine, la quale rimane ancora la regione enoica preferita, e in particolar modo all’Aglianico in purezza dell’Azienda Tempere dei fratelli Giuseppe e Arsenio Pica, prodotto a Sant’Arsenio, un piccolo borgo in provincia di Salerno. L’Azienda produce 12.000 bottiglie ogni anno.  Un vino che secondo Catia rappresenta la massima espressione della sua terra.

Il settore vinicolo è un settore in continua espansione che coinvolge sia gli esperti che i non, anche se come afferma Catia, non tutti possono diventare sommelier, “Un sommelier deve avere il dono del buon olfatto. E’ necessario allenarsi, vi sono persone capaci di raccontare il vino, di tenere una lezione di enologia, ma non hanno un ricordo olfattivo”. Per i non addetti ai lavori l’importante “lasciarsi trasportare dall’emozione. Un vino può inizialmente colpire per l’etichetta accattivante, per il suo profumo, ma poi ci si deve abbandonare dall’empatia che nasce, perché, vi assicuro, nasce sempre.”

sommelierCatia è una donna semplice, vera professionista del settore, per cui non conta quale sia la location dove si lavora l’importante è fare bene il proprio lavoro. Una persona con un cuore ed una generosità enormi che si percepiscono anche nel momento in cui parla dei sui obiettivi e di quello che vorrebbe per il proprio futuro. Nessun grande albergo o ristorante d’élite il suo futuro sarà a Roma con cinque bambini che corrono nel suo piccolo ristorantino di 30 posti, mentre Catia degusta e racconta le eccellenze presenti nella carta dei vini da lei appositamente studiata e preparata. Una realtà piccolissima, un menù cortissimo fatto di tante chicche italiane, il lavoro di piccoli produttori. Insomma un cibo molto ricercato e tanti vini.

Siamo sicuri che Catia Lorusso riuscirà ad avere nella vita tutto quello che ha sempre voluto e la ringraziamo oltre che per il tempo dedicatoci anche per la disponibilità ad organizzare una degustazione con Glu Glu Wine dove lei sarà appunto il sommelier della serata. Un sicuro successo ed una piacevole serata che non vediamo l’ora che arrivi.

 

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