Italia vs Francia: la disfida del metodo classico

Italia vs Francia: la disfida del metodo classico
Ieri l’elegante Hotel Principe Torlonia di Roma ha ospitato la rievocazione, in chiave enologica, della storica Disfida del 13 febbraio 1503.

“Italia vs Francia: la disfida delle bolle” e del metodo classico …

L’evento è stato organizzato dagli amici di Glu Glu Wine e sponsorizzato da FinecoBank.

I protagonisti sono stati sei vini: tre italiani e tre francesi, degustati due alla volta.

Si confrontava prima il vino italiano e poi quello francese, e così avanti per 3 coppie.

A guidare la degustazione è stato il sommelier Antonio Mazzitelli, docente FISAR e gestore dell’enoteca Vini Vizi e Virtù.

 

 

… Italia vs Francia …

Dopo una presentazione di FinecoBank, è iniziata la sfida: una sfida complessa, dato che la Francia ha una storia di produzione spumantistica di lunga maggiore della nostra.

La Francia è produttrice dello spumante metodo classico per antonomasia, lo Champagne.

Spesso sentiamo parlare di guerre a chi vende più spumante tra il nostro paese e la Francia, scordandosi di precisare che ci sono due diversi tipi di spumante: il metodo Martinotti e il metodo classico.

Qui parliamo di metodo classico, una complessità maggiore e tempi di produzione più lunghi.

I vini proposti nella disfida del metodo classico …

I vini proposti sono stati tutti spumanti metodo classico e Champagne: la differenza c’è, perché si può chiamare Champagne soltanto uno spumante metodo classico prodotto nella regione francese omonima, la Champagne.

Non serve a molto paragonare i nomi dei metodi classici italiani a quelli francesi o di altre nazioni: abbiamo una produzione molto più piccola, di circa 20 milioni di bottiglie.

Vantiamo però vitigni e cantine molto particolari, ed è su questo che scommette l’Italia.

Primo Round

Abbiamo iniziato con un confronto bizzarro: per l’Italia uno spumante della zona del Chianti (e chi ci penserebbe mai?) mentre la Francia è stata rappresentata da un Brut Millesimato di Vouvray, Loira.

L’azienda italiana era Castello del Trebbio, con un prodotto Brut Metodo Classico, Chardonnay 70% e Trebbiano 30%.

Il prodotto francese invece era naturalmente uno Chenin Blanc, del Domaine de la Galiniere, Cuvée Clément Brut 2011.

Una coppia strana ma meritevole: qui ho preferito i francesi, ma si è discusso sullo Chenin Blanc, perché o si ama o si odia. Non conosco vie di mezzo.

Secondo Round

La disfida va avanti.

La seconda coppia ha visto protagonisti un metodo classico dell’Oltrepo’ Pavese per l’Italia e un Crémant de Bourgogne per la Francia.

Il metodo classico italiano era un Gran Cuvée Blanc de Noir di Travaglino.

La magia del Pinot Nero tipica di questa zona è immensa anche qui. Bella azienda.

Il metodo classico francese era un Brut Grande Cuvée di Veuve Ambal, principalmente Pinot Noir e Chardonnay.

Altra bella coppia, ma sono rimasta molto più colpita da Travaglino che dai francesi qui. 1-1 pari.

Terzo Round

Lo scontro più atteso e decisivo: l’Italia è scesa in campo con un Franciacorta DOCG metodo classico brut di La Montina, e la Francia con (finalmente) uno Champagne.

Lo Champagne in questione era un Gallimard Père et Fils Brut Riserva.

La fascia di prezzo di questi prodotti era la stessa.

Si è parlato sia dell’estrema pulizia dei Franciacorta, spesso vista come qualcosa che li rende tutti troppo uguali, sia di quanto ci si poteva aspettare di più dallo Champagne.

Quest’ultimo ha una cultura alle spalle enorme, che forse crea sempre delle enormi aspettative. Forse a parità di prezzo era più tipico lo Champagne.

La Francia è a un soffio….

Contro il Franciacorta vince ancora la Francia…forse per gusto personale? Sono stati suggeriti interessanti e variegati abbinamenti per tutti questi spumanti, dal finger food ai piatti gourmet.

Possiamo affermare che sebbene la Francia forse possa avere un gran vantaggio sugli spumanti, li stiamo raggiungendo, e abbiamo ancora tante sorprese celate e tanti assi da giocare.

… conclusioni della disfida .. Italia vs Francia …

Per rimanere nel politically correct non si è parlato troppo di chi ha “vinto” questa la disfida, ma di chi ci è piaciuto di più.

E questa cosa ci ha fatto apprezzare ancora di più la serata perché si è parlato della passione per il prodotto, non tanto di chi vince o perde.

Se si beve bene, vinciamo tutti.

(editor credits: Giulia Mastrantonio)

 

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Sotto le nostre  foto della degustazione:

Champagne, terza degustazione
chianti, prima degustazione
alcuni dei partecipanti durante la degustazione
Franciacorta La Montina, terza degustazione
Chenin Blanc, del Domaine de la Galiniere, prima degustazione
Hotel Principe Torlonia, esterno.
partecipanti alla degustazione durante la spiegazione del Professor Antonio Mazzitelli
il Professor Antonio Mazzitelli durante la spiegazione
Olptrepo’ pavese e Cremant, seconda degustazione
vino e stuzzichini
vino

 

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